CONVIVIALITÀ E DIVERSI STILI: CUCINE CON ISOLA
Durante i banchetti i Romani antichi celebravano le gesta dei loro eroi con canti detti conviviali, erano momenti di collettività e di serenità in cui si ascoltavano i racconti appassionati mentre si oziava tra il vino e le pietanze, lasciando al giorno seguente gli impegni quotidiani. Con questo esempio si vuole evidenziare come la convivialità sia, quindi, un’esperienza umana radicata nella nostra natura: il consumo del pasto in comune, fin dall’epoca antica, riveste un ruolo fondamentale in ambito sociale. Il cibo come l’occasione cui l’uomo celebra i riti sacri e profani, discute di questioni civili, filosofiche e artistiche.
L’architettura americana ha dato molta importanza all’aspetto conviviale, impostando la disposizione degli ambienti attorno al focolare domestico, ambiente grande che unisce la cucina, la sala da pranzo, il salotto e l’ingresso. Questa tipologia distributiva che oggi chiamiamo “open space”, permette di ottenere un’ampia zona giorno ricca di luce e flessibile durante le ore della giornata mentre la sera diventa il luogo in cui la famiglia si ritrova dopo le fatiche della giornata e condivide la cena con tranquillità.
L’elemento fondamentale, fulcro dell’aspetto conviviale di questi spazi, è la cucina con isola, che sposta al centro della stanza la zona operativa, fuochi compresi, liberando più spazio per lavorare, poiché gli armadi a colonna sono sistemati lungo le pareti adiacenti: più spazio significa più ordine e quindi più vivibilità.
Cucinare rivolti verso il living come risposta a un nuovo modo di vivere la casa e a stili di vita contemporanei: lo spazio si evolve diventando condiviso, rispondendo al costante diversificarsi delle abitudini giornaliere di ognuno di noi.





